I grandi
Io, quando mangio il salame, mi vengono sempre i sensi di colpa.
Mia mamma, quando ero piccolo, ripeteva che quella robaccia di insaccati, come la chiamava lei, sulla nostra tavola non ci doveva stare. Ma lo sai, che son proprio i grassi animali, che fanno venire i brufoli? – argomento che, oggi come allora, spaventava un bambino ben più della prospettiva di diventare trecento chili – Ma lo sai che razza di schifezze ci mettono dentro?, mi chiedeva, come a mettermi in guardia da un misterioso, letale ingrediente. Ma lo sai, te?
(io no, che non lo sapevo, ma i divieti assoluti mi incuriosivano. Ricordo che a scuola, una volta, disegnai una macchina tutta fatta di lame e ingranaggi, dove da una parte entravano animali repellenti con tre occhi e dieci zampe, e dall’altra uscivano i salami. La maestra mi sgridò)
Capitava tuttavia che mio padre, di tanto in tanto, portasse a casa un salame che qualche amico di campagna aveva insistito (lui diceva così) per regalargli. Erano salami sghembi, brutti e storti, diversissimi da quelli tutti uguali e impettiti che si vedevano nelle pubblicità .
Si stava in ansia, con un salame in casa. Mia mamma apriva il frigo e nello stesso istante percepiva l’odore acre del velo di muffa che lo rivestiva, per quanto fosse stato meticolosamente imballato e nascosto in fondo ai ripiani meno visibili. E il disco ripartiva, con l’aggravante dell’igiene di certo peggio che approssimativa. Quel coso lì, te lo mangerai tutto te!, intimava a mio padre, come a dirgli di togliersela dalla testa, l’idea di farmelo anche solo assaggiare.
Una notte i miei vennero in cucina, che avevano sentito dei rumori, e mi trovarono lì, col frigo aperto, che stavo mangiando una fetta di salame. Ricordo che era buonissima e rossissima e morbidissima e quando vidi mia mamma accendere la luce, me la misi tutta intera in bocca per paura che la buttasse via. Mio padre fece una gran risata ma lei gli disse che c’era poco da ridere, che era tutta colpa sua, poi cominciarono a litigare. Io rimasi lì a guardarli, con la bocca tutta piena di questa fetta di salame che tentavo invano di masticare.
Finì che i due schiaffoni che avevo messo in preventivo di buscare da mia mamma li presi da mio padre, e ricordo che con la faccia tutta rossa piangevo e pensavo Valli a capire, i grandi.
Allora non è vero che “Non han mai fatto male, due fette di salame…” ;-*
Mitì | 13.16, 11 ottobre 2007
fegurati che mia mamma, vedermi mangiare il salame “felino”, mi sgridava dicendomi che ero uno schifoso senz’anima, mangiarmi dei gatti. poi lei non lo sa, ma qui come a vicenza polenta e gatto van di brutto, nelle osterie. però ecco quello che volevo dire è che secondo me tua mamma non è romagnola, così a occhio, eh.
bloggointestinale | 13.17, 11 ottobre 2007
Che vuoi che sia una fetta di salame. Se poi campagnolo come quello che racconti tu non aveva nemmeno conservanti e tutte le schifezze che ci mettono oggi.
Per concludere, io queste mamme salutiste non le ho mai potute sopportare (con rispetto parlando).
Conosco persone che hanno tirato su i figli a latte di soia e dieta vegana, perché per loro è giusto così e per di più senza televisione che se no al bimbo gli veniva voglia di mangiare merendine.
Poi ti domandi come fanno a venir su i Serial Killer.
Napolux | 13.18, 11 ottobre 2007
Oddio, hai postato.
(però il post è bello)
Fran | 13.22, 11 ottobre 2007
Bloggo, puntualizzo, sperando di non rompere l’incantesimo: questo post è pura fiction. In realtà io sono stato allegramente tirato su a salame e insaccati vari, lo spunto per il raccontino me lo diede una signora che parlava col marito davanti al banco salumi dell’ipercoop (ma su una cosa, pur partendo da premesse errate, hai ragione: mia mamma non è romagnola, è toscana, che su quelle cose lì, è una razza ancora più sensibile).
stark | 13.41, 11 ottobre 2007
Bello. Certo, io l’avrei intitolato “Il ritorno del rimosso in Jacovitti”.
Andrea Martines | 14.00, 11 ottobre 2007
Di’ la verità …. hai postato oggi per distogliere i riflettori dell’attenzione generale dalla vittoria di Doris Lessing e dagli ultimi giorni di campagna elettorale del Partito Democratico!!!
Orazio | 14.09, 11 ottobre 2007
No, era nata a Milano, viveva a Genova, e andava matta per il salame di felino ;-D
Mitì | 14.10, 11 ottobre 2007
[...] – Stark ha postato!!! [...]
Come campa Mattia » Blog Archive » Pietre miliari di un incantevole ottobre | 14.34, 11 ottobre 2007
La mia mamma invece non faceva mai mancare ” L’insaccato “eppure io son cresciuta a brioscine,mentre i miei compagni coi panini al prosciutto. Sarò figlia sua?
elenoir | 15.02, 11 ottobre 2007
Magari i bambini li crescessero con la cognizione che dentro ai piatti ci stanno animali e piante!! qua stan tutti diventando ecologisti alla disney, io sarei per un sano ritorno alla ruvidezza campagnola. Anche in fatto di salami (che son sempre meglio delle Pringles)
Alessandra | 23.00, 11 ottobre 2007
Ale, sante parole (io non mi ricordo più quand’è, l’ultima volta che ho comprato delle patatine. Un salame nel mio frigo, però, cerco di non farlo mancare mai). Ringrazio di esserci nato, nella ruvidezza campagnola, e di aver passato anni a inseguire polli, a nutrire oche e conigli, a raspare nella terra per tirar fuori carote. Devo a questo la mia visione delle cose, che non fa distinzione tra un animale e un altro (nella vita, tra le altre cose, ho mangiato cane, coccodrillo, canguro. Manca il gatto, anche se magari, al cinese, non ci giurerei. Tutto molto buono, comunque).
stark | 23.33, 11 ottobre 2007
noi qui si mangia il salame con il pan biscotto. E’ una chicca che alle super feste non può mancare. quasi quanto la forma gigante di Reggiano. ciao (la foto che ho visto sul magazine del corsera non ti rende giustizia. Dal vivo fai più bella figura!)
mammina | 10.17, 12 ottobre 2007
e non hai chiamato il telefono azzurro?
gryphius | 11.51, 12 ottobre 2007
a me capitava con altri cibi, ma il discorso resta lo stesso.
Ari | 12.32, 12 ottobre 2007
ciao, bel blog, mi piacerebbe fare uno scambio link:
http://gianluca-revolution.blogspot.com
gianluca | 13.50, 13 ottobre 2007
Sensi di colpa no…ma ogni volta che mangio il salame ho i brividi di terrore. Penso al mio status di tredicenne-brufolosa. Tocco la mia pelle liscia. E tremo.
In effetti preferisco evitarlo, il salame.
ilaLuna84 | 14.09, 13 ottobre 2007
Poco da dire, il salame l’è bono!!!
Marco | 18.34, 13 ottobre 2007
Certo che ad uno schiaffone a fetta.. passa la voglia del salame !
S.B. | 20.51, 19 ottobre 2007
“IL SALAME RIVELATORE”
Ho paura!
Mentre leggevo questo post c’erano troppe somiglianze con la mia vita…
Ho pensato che forse noi abbiamo vissuto nella stessa casa, con gli stessi genitori, con gli stessi amici paterni produttori di salami caserecci…
Ho ipotizzato che siamo fratelli, ma non ci siamo mai incontrati…
Ora le domande della paura?
Io vivevo a Mezzano di Ravenna, e tu?
Sono io te?
STRADAioli | 09.47, 12 novembre 2007
…fantastico…
erba | 15.01, 11 dicembre 2007