Un altro resoconto di Kinder, che quell’altro mi dicon che mancava qualcosa

Oh, non ci crederete, in questi giorni un sacco di gente m’ha detto che nel mio resoconto di Kinder c’era qualcosa che non andava, tipo che di quel che è successo a Kinder non ho parlato per niente, a me sembrava di aver detto tutto, vabe’, vorrà dire che m’inventerò qualche altra cosa, il che badate bene non è nel mio costume, scrivere sul blog in due giorni così vicini tra loro.

Allora scrivo, anche se è piuttosto dura, scrivere qualcosa, che alla fine chi c’era non ha certo bisogno di sentirsi raccontare com’è andata, mentre chi non c’era mi sa che non gliene fregherà poi tutto questo gran che. Il fatto è che alla fine, più di tutti i luoghi paesaggi eventi iniziative e polente conce contano le persone, ed è stato bellissimo ritrovare i reduci del duemilasette (subito a bofonchiare, fin dal casello dell’autostrada, che l’anno scorso era tutta un’altra cosa) insieme a tanta gente nuova e bella, che citare qualcuno come si fa? che poi ti dimentichi degli altri e purtroppo è facile, dimenticarsi di qualcuno, quando c’è tantissima gente e pochissimo tempo, era così l’anno scorso che eravam la metà, figurarsi questo. Di qualcuno sono riuscito a costruirmi un’immagine tridimensionale, altri sono rimasti solo nomi, volti e sorrisi che vorrei aver conosciuto meglio. Rivedendo le foto mi rendo conto che ci sono persone con le quali non ho scambiato nemmeno una parola. Questo mi dispiace.

Prima di diventar melodrammatico, veniamo alle puttanate, via (avrei dovuto metterle all’inizio, dite?). Il casino di fare il viaggio in macchina con due interpreti è che ti sgamano subito se a un certo punto siete lì che cantate una canzone che c’è per radio e capita che non ti ricordi il testo e allora ti escono robe tipo AUANAGHES GANTRU AUAUS (che è una cosa che in genere funziona e io la so far benissimo, mi dicono sempre Ma le conosci proprio tutte!) e così in queste circostanze tradisco che di inglese so solo dodici parole, quelle fondamentali per sopravvivere in vacanza: whopper, big mac, imodium eccetera.

Poi siamo arrivati e subito seggiovia, polenta, altra seggiovia, altra polenta. Non so quanti chili ho preso, ma mi han detto che al ritorno i pali che reggevano i cabinoni erano fuori asse e il perito era lì che faceva delle storie per firmare la revisione annuale. Così per rifarmi sono andato a correre, al mattino presto ma così presto che c’era ancora Sofi che cenava, ci ho portato anche lo zio, devi fare il fiato! gli ho detto, lui è stato bravo, si è impegnato, ha fumato solo tre sigarette, mentre correvamo.

Il venticinque luglio, nella chiesa di Gressoney, Cesare Picco ha tenuto un concerto di pianoforte, circondato dall’affetto dei suoi cari.

No dai, si scherza, anche se qualcosina da dire c’è. Sulle panche con seduta di 12 cm si può anche soprassedere, ma qualche problemino di acustica (non si sentiva una beatissima fava di un cazzo nulla) mi ha impedito di gustare fino in fondo musica e intermezzi parlati, dei quali si percepiva solo un rimbombare indistinto, oltremodo fastidioso per chi stava cercando di dormire. Non credevo avrei rimpianto la location dell’anno scorso – cella frigorifera presidiata da anziana kapò – ma almeno si sentiva benone.

(per l’anno prossimo propongo di riutilizzare la formula-Morgan: pianoforte in mezzo al prato e via. Poi se Picco filosofeggia sulla vita per più di tre minuti di fila apriamo il recinto dei tori)

Giusto, devo dir qualcosa di Morgan che è sempre Morgan, io lo dicevo, vedrete che vi piacerà, questo Morgan, la gente eran tutti prevenuti non mi credevano, e poi invece. Tra l’altro a un certo punto ha detto una cosa tipo Ma questa è una crittografia mnemonica! e questo gli ha regalato ulteriori punti, spero sapesse cosa stava dicendo, ma va bene lo stesso, in quell’ora di musica un po’ magica e un po’ cazzona è riuscito a non farci sentire la pioggia, Just a perfect day, cantava, e in quel momento era vero davvero.

Poi c’è stato un torneo di una cosa che si faceva finta di giocare a tennis, ha vinto un signore un po’ avanti con gli anni, non ho capito bene, ma mi son divertito.

E l’ultima sera abbiamo finito come l’anno scorso, nella minidisco a dimenarci come invasati, una festa delle medie 2.0 orchestrata dal dj Luca “ma se volete vi porto i dischi” Sofri, eccezionale padrone di casa insieme al sempre più istrionico Bordone che con l’esegesi del pescatore di cannelli di Gabicce Mare m’ha fatto morire (mandami la registrazione! Te la pago oro). Gentilissimi, disponibili, squisiti. Vi adoro! Un giorno prometto che lo ascolto, il vostro programma, poi con comodo magari mi ricordate com’è che si chiama.

E qui approfitto per dire una cosa. ‘Balla come se nessuno ti stesse guardando’. Un paio di palle! Chi ha partorito questo adagio non poteva immaginare il futuro dilagare di fotocamere e cineprese. Sono bastate un paio di foto scattate nei momenti di estasi danzerina, ed eccomi trasformato nell’Enzo Paolo Turchi della manifestazione. Grazie mille, comunque, per i complimenti e la solidarietà che ho ricevuto in ogni dove: preciso che le mie coreografie sono totalmente estemporanee e nessun animale è stato ferito nella loro realizzazione (a parte un insigne cosmologo calpestato a morte durante Basket case).

Poi alla fine pranzo di lunghi addii, con celebrità varie che si sono prestate a fare da testimonial per il noto libercolo tra lasagne, vino e qualche lacrima, poi prima di ripartire tutti a ringraziare Sandro e le persone che si sono fatte il mazzo perché tutto filasse per il verso giusto, ed il verso è stato giustissimo, è venuta veramente una gran cosa, che da fuori mi rendo conto che non si è mica capito bene cos’è, ma forse Kinder è Kinder e basta, e son contento di poter dire che c’ero e ci sarò anche l’anno prossimo, sperando di ritrovare tutti.

(e comunque il miglior amico dell’uomo non è il cane ma il tonno, specie se questi torna da una vacanza con il frigo vuoto)

8 commenti a Un altro resoconto di Kinder, che quell’altro mi dicon che mancava qualcosa

  1. Ti propongo una cosa: tu mi dai i preziosi indirizzi email che hai doviziosamente raccolto sulla tua agendina e io distruggo foto compromettenti che ti ritraggono in preda alla saturday night fever…
    Eh, che ne dici?

    Asended | 13.02, 9 agosto 2008

  2. Io in genere canto AUANASGHE o AUANASGA invece di AUANAGHES.

    Ted | 16.19, 9 agosto 2008

  3. Adesso si che può dirsi completo e definitivo, il tuo resoconto. Hai vinto un chilo di polenta (s)concia! :)

    Mariangela | 16.39, 9 agosto 2008

  4. “Sulle panche con seduta di 12 cm si può anche soprassedere”. Scommetto che non hai scelto il verbo a caso… E avrei da ridire pure sull(e) “anche”.

    Anzi te lo dico in poesia:

    Io e lei, le ossa stanche
    vedemmo due panche
    “che poca seduta!”
    lei disse sparuta.
    Erano dodici
    centimetri modici,
    il parco era un acro
    duolevaci il sacro
    mi diede un bacino
    vicino al bacino
    Le dissi basito
    con fare stizzito
    “altro che Splinder
    io merito Kinder!”

    Come disse il poeta, “stasera non c’è verso”.

    Che il Suocero di Ratzy mi possa perdonare :)

    Sba | 01.08, 10 agosto 2008

  5. Ci si poteva conoscere meglio (e poi voi dell’anno scorso ve la siete un po menata)… Lo so che tutti me lo bocciano, ma secondo me il “giro” dei nomi è sempre efficace (ci si mette lì in cerchio e uno ad uno diciamo come ci chiamiamo, da dove veniamo, cosa facciamo… No, eh, come non detto).
    Adesso dico una cosa seria: eravamo tutti definitivamente, incontestabilmente delle Brave Persone. Dovrebbe essere scontato, è vero, eppure mi ha sorpreso, quasi commosso. Ciao

    Sara (LaDonnaèunpoChioccia) | 17.38, 12 agosto 2008

  6. sì, interessante, ma che è sto kinder?

    maia | 23.26, 15 agosto 2008

  7. quindi il prossimo anno picco lo iscriviamo al torneo wii che dura quattro giorni e si dorme tutti insieme in un’unica camerata all’ostello di aosta per conoscersi meglio.
    e comunque diremo che due anni fa era tutta un’altra cosa.

    baskerville | 11.56, 25 settembre 2008

  8. Ciao, visto che apprezzi la musica di Cesare Picco mi permetto di lasciarti questo link per votarlo al trofeo Insound: http://www.trofeoinsound.it/

    Kenzia | 15.31, 24 giugno 2009

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