Laura
Laura è una donna dall’età impossibile da capire, potrebbe avere vent’anni come cinquanta. Le persone come lei non c’è un modo giusto per chiamarle, c’è chi dice subnormali, e quando succede è già tanto.
Laura ha i capelli cortissimi, gli occhiali spessi e non si capisce se sia sorda. A volte i colleghi devono mettersi davanti a lei perché si accorga di loro, altre volte dicono il suo nome da un lato all’altro della sala e lei risponde.
Laura lavora per la cooperativa che fa le pulizie in questa scuola. Ormai è abituata ad arrivare un po’ prima, spesso chi si attarda nelle classi o in segreteria la incontra, uscendo. Lei saluta sempre con quello che crede un sorriso, ricambiata il più delle volte da quel misto di fastidio e imbarazzo di chi inciampa nel diverso e sente nascere in testa pensieri che sa già gli guasteranno il pranzo, o il caffè al bar.
Marco scende con l’ascensore, come fa ogni tanto quando vuol vantarsi di averne le chiavi, che sarebbero riservate a chi non può fare le scale. Marco esce dall’ascensore e lì a fianco c’è Laura, seduta su una delle panchine dell’ingresso. Marco scherza con due amici, fa volare in aria una cosa di metallo, è la chiave dell’ascensore. A un certo punto gli sfugge e casca in terra, rotolando vicino ai piedi di Laura.
Laura raccoglie la chiave, si alza con un po’ di fatica e si trova davanti Marco. Gli dà la chiave. Sei bello, gli dice, con uno sforzo che cerca di non tradire. Che è bello, a Marco l’han detto tante volte, lo sa, ci è abituato. Lui le dice Grazie, si ferma un istante. Poi le dice, piano, Anche tu, e Laura questo non se lo aspettava, il sorriso le cambia in un modo che non si era mai visto, un modo che Marco non può vedere perché è già oltre la porta, in un universo lontano miliardi di anni luce, ma Laura non se ne è neanche accorta: adesso è immobile, lo sguardo verso un luogo dove non sono lo spazzolone e il secchio a riempire le sue giornate, i pensieri non si sa dove vanno, forse sogna, forse vola.
diobono stark!
sid | 14.43, 15 gennaio 2010
bellissimo
fatacarabina | 15.02, 15 gennaio 2010
spero sia vera, sarebbe ancora più bella.
nastja | 15.13, 15 gennaio 2010
spero sia inventata, sarebbe ancor più bella.
livefast | 15.21, 15 gennaio 2010
Molto bello
PICCHU | 18.41, 15 gennaio 2010
Molto bella
Marco (non quello del post, eh) | 12.50, 16 gennaio 2010
Molto bello, sul serio.
LaCapa | 13.29, 16 gennaio 2010
questo si chiama dipingere, con le parole mica ci riescono in tanti
nikink | 19.50, 16 gennaio 2010
tutto il racconto è bello, ma trovo “inciampare nel diverso” meraviglioso. Rende la scena e quello che si prova incredibilmente reali. Complimenti
Meme | 13.04, 23 gennaio 2010
Splendido.
non passavo di qui da tempo, nonostante ogni tanto mi venga in mente di scriverti, cosa che poi regolarmente non faccio perchè il tanto tempo passato la renderebbe un po’ ridicola. bravo però, bravo davvero.
Omar
omar | 14.03, 11 febbraio 2010
Omar, l’imbarazzo del tempo che passa, sì. Ma il tempo è concetto relativo, se vogliamo. Se mi scrivi mi farà piacere, contaci. E grazie mille.
stark | 08.48, 12 febbraio 2010
quando torni?
ipazia | 23.36, 19 febbraio 2010
Un giorno, uno di questi, forse.
stark | 18.55, 24 febbraio 2010
Con gli occhi bagnati.
Bla | 09.59, 5 marzo 2010
domanda pregiudiziale:
ma Marco come l’ha detto quel “anche tu”?
se puoi rispondere così bene, altrimenti ti posso offrire delle risposte precompilate… ma potrai sceglierne solo una.
agnella di dio | 19.47, 9 marzo 2010